Sul fronte legale

La Commissione di Garanzia sugli Scioperi ha emesso un comunicato stampa per indagare sulla indisponibilità alla didattica manifestata dai ricercatori.

La risposta ufficiale della Rete 29 Aprile, nel comunicato stampa R29A_07102010bis, anche sulla scorta della delibera del CUN, non si è fatta attendere, riaffermando che la didattica frontale dei ricercatori NON è obbligatoria, così come chiaramente stabilito dal nostro status giuridico.

Il comunicato stampa della Commissione è il seguente

La Commissione, nella seduta del 4 ottobre 2010, in relazione alle notizie riportate dagli organi di informazione, circa lo stato di agitazione dei Ricercatori e dei Professori delle Università Italiane, ha deliberato l’invio della seguente nota ai Rettori delle Università. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Oggetto: stato di agitazione dei Ricercatori e dei Professori delle Università italiane. Sospensione e/o differimento dell’attività didattica. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Magnifico Rettore, con riferimento alle notizie riportate dagli organi di informazione circa le questioni in oggetto, si chiede di voler comunicare, con cortese urgenza, ogni utile elemento in ordine alle eventuali astensioni dalle attività didattiche in corso nel Suo Ateneo. Si chiede in particolare di sapere, con riferimento al personale in servizio nel ruolo di ricercatore, quali attività tale personale si rifiuti eventualmente di svolgere e se tale rifiuto consista nel manifestare preventiva indisponibilità all’assunzione degli incarichi di docenza, o piuttosto consista in una mera astensione dall’attività didattica dopo aver espresso disponibilità a tenere i corsi o, comunque, dopo il formale affidamento degli stessi ad opera di competenti organi di ateneo. Con riferimento al personale docente di prima e seconda fascia, si chiede di sapere se sono in corso agitazioni e/o astensioni dalla didattica e, in caso affermativo, si chiede di conoscere con quali modalità tali astensioni siano state proclamate e si svolgano, allegando gli eventuali atti di proclamazione ed ogni documentazione comunque utile. Confidando in un rapido riscontro, si porgono cordiali saluti.

La nostra risposta è che l’azione dei ricercatori non si configura come sciopero, ma come rigido espletamento dei doveri istituzionali insiti nel nostro status giuridico, esattamente come evidenziato dal Consiglio Universitario Nazionale nella mozione del 15 settembre 2010 relativa alla attività didattica dei ricercatori.

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