Su l’ope legis

Pubblichiamo questo intervento del collega Guido Mula sulla mailing list nazionale di R29A che chiarifica alcune mistificazioni che circolano sui media nazionali riguardo alla cosiddetta “ope legis” per trasformare i ricercatori in professori associati.

Ci auguriamo che questo intervento possa aiutare a chiarire le idee riguardo alle posizioni della Rete 29 Aprile.

Cari tutti,

come forse saprete venerdì [15 ottbre 2010, ndr] a Radio24 (la radio del sole24ore) l’On. Frassinetti ha raccontato, nella trasmissione di Oscar Giannino, che noi vogliamo solo ope legis. Tralascio qui tutto il resto delle cose che sono state delle nella trasmissione, giusto citando che Giannino ha concluso dicenso che, sostanzialmente, se suo figlio avesse protestato con noi lui ci avrebbe bisticciato. Non erano le parole esatte, ma sul senso direi che c’era poco da fraintendere.

La risposta al mio mail (che riporto in coda e che è stato mandato anche ad un vario numero di giornalisti di varie testate) è stata dirmi (con un esagerato numero di errori di battitura che lasciavano pensare ad una persona arrabbiata, ma questa è una mia libera interpretazione) che è (quasi) incredibile come i messaggi della R29A dividano gli interlocutori in persone in malafede o persone male informate. Punto. Nessun commento sul merito.

Vi racconto questo perché penso che sia importante che ciascuno di noi intensifichi gli sforzi per presentare le nostre posizioni al più ampio spettro possibile di interlocutori, in particolare i famosi “cittadini qualunque”, al fine di controbilanciare una campagna disinformativa che sarà sempre più intensa al passare del tempo. Nello stesso tempo cercheranno sempre di più di trovare il modo per farci sentire colpevoli e responsabili della situazione attuale (guardandosi bene dal vedere le proprie: come dice un mio collega, il bue che dice cornuto all’asino).

Cordialmente,
Guido Mula

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Gent.mi On. Frassinetti e  Dr. Giannino,

Sono uno dei componenti della giunta nazionale della Rete29Aprile (gli altri ci leggono in copia insieme a giornalisti di diverse testate nazionali), l’associazione di ricercatori che è largamente maggioritaria nelle università e che coinvolge molte migliaia di ricercatori. Sono rimasto assolutamente sconcertato dall’aver sentito che nella trasmissione odierna di “nove in punto” su Radio24 si affermi ancora, senza vero contraddittorio e in diretta nazionale, che i ricercatori chiedano solo ope legis. Sottolineo che trovo alquanto curioso che in un momento nel quale la protesta lanciata dai ricercatori è sicuramente parte in causa nelle recenti vicissitudini del disegno di legge “Gelmini”, si parli delle loro proposte senza un loro rappresentante.

Già in un’altra occasione, Dr. Giannino, quando sono stato invitato a partecipare ad una trasmissione di Radio24 con il Rettore della Sapienza Prof. Frati, non mi è stato dato il diritto di replica che è stato invece dato a tutti gli altri, sacrificando tra l’altro il mio tempo per permettere un suo intervento, non previsto, nella trasmissione. Si direbbe quindi che ascoltare la voce delle associazioni dei ricercatori che sono alla base della protesta non sia proprio nelle vostre corde e che preferiate che siano altri a parlare di quanto i ricercatori vogliono.

Nello specifico della trasmissione odierna, vorrei intanto ricordare all’On. Frassinetti che il sottoscritto, insieme ad Alessandro Ferretti, è uno dei componenti della Rete29Aprile (www.rete29aprile.it) che il 28 settembre scorso è andato all’audizione alla Commissione VII della Camera dei Deputati. In tale occasione l’On. Frassinetti era presente quale relatrice del disegno di legge.

Nell’audizione, ai componenti della commissione presenti e all’On. Frassinetti è stato detto, in modo esplicito e non ambiguo dal sottoscritto e dal collega Alessandro Ferretti, che i ricercatori NON vogliono ope legis, e in particolare che certamente non lo vogliono le migliaia che si riconoscono nei valori e nelle proposte della Rete29Aprile. L’On. Frassinetti non può quindi ignorare quanto le è stato detto in quell’occasione. Trasformare le richieste dei ricercatori in mere richieste di ope legis è un messaggio fuorviante teso a delegittimare le nostre richieste attribuendoci un atteggiamento lontanissimo da quello reale.

Quello che i ricercatori chiedono è l’apertura di un confronto reale sulla riforma, apertura che non c’è mai stata se non a parole. I ricercatori della Rete29Aprile hanno costruito, sulla base di un ampio confronto, una piattaforma per una università rinnovata, libera, competitiva, forte e meritocratica. Gli assi portanti della proposta sono contenuti, per esempio, nel documento della Rete29Aprile che potete trovare all’indirizzo:

http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/Documento%20R29A%20no%20sinopsi%20finale_def.pdf

e che è stato consegnato insieme ad altri documenti della Rete29Aprile anche all’On. Frassinetti in occasione dell’Audizione in Commissione VII. Invito il Dr. Giannino a leggere quel documento per conoscere le nostre proposte e vedere che lo spirito che ci anima è quello di una riforma di ampio respiro e non quello di rattoppare appena il sistema attuale nelle parti che ci riguardano.

Vorrei aggiungere poi un commento al fatto che l’On. Frassinetti parla delle opinioni della CRUI come fossero quelle dell’Università italiana, pur sapendo che le posizioni della CRUI sono in netto contrasto con le posizioni di una larghissima parte dell’Università (ricercatori, professori di prima e seconda fascia, personale ATA): affermare che il dialogo con le università è stato fatto perché si è ascoltata la posizione della CRUI è alquanto riduttivo. Si possono citare a supporto di questa affermazione, a mero titolo di esempio, il documento dei 100 docenti “In difesa dell’università” (http://demartin.polito.it/indifesauniversita) e il documento “Uniti per la Ricerca ed in sostegno dei Ricercatori Universitari” (http://w3.disg.uniroma1.it/unira/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=58&Itemid=) con quasi 2000 firme.

E’ curioso, inoltre, utilizzare l’argomento dell’ope legis contro i ricercatori quando poi ci si fregia del supporto della CRUI, categoria, questa sì, premiata con ben due provvedimenti ope legis: il primo ne prolunga, per legge, di due anni la durata dell’incarico, il secondo consente ai rettori attuali, e solo a costoro, la possibilità di essere rieletti anche al di là dell’età della pensione.

I ricercatori sono le forze più giovani delle Università, sono coloro che in larga parte hanno avuto anni di esperienze di ricerca all’estero in contesti fortemente competitivi, dove i giovani hanno voce in capitolo e responsabilità anche rilevanti. Sono persone che hanno energie e idee sulla riforma in generale molto lontane dalle idee della CRUI, e sono coloro che costituiranno l’università di domani e che hanno formato e formeranno le generazioni di domani. Non ascoltarli o eludere le loro proposte sulla base di argomenti aprioristici e non di vero confronto mi pare quindi un atteggiamento falsamente equilibrato che diventa invece disinformativo.

Cordiali saluti,

Guido Mula
Ricercatore – Università di Cagliari
Componente della Giunta Nazionale della Rete29Aprile

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