Tetto Rettorato Varese Uninsubria 29 novembre

Oggi 29 novembre studenti, precari, ricercatori e docenti dell’Università dell’Insubria di Como-Varese hanno presidiato il tetto del Rettorato in via Ravasi. Con il casco dei ‘Costruttori di Sapere’ in testa e l’epitaffio per l’università pubblica, i manifestanti hanno voluto affermare ancora una volta il loro NO al DDL GELMINI.
Una delegazione, guidata dal prof. Marco Cosentino, ha incontrato il rettore Renzo Dionigi per investire ufficialmente l’università delle preoccupazioni del mondo accademico. Al Rettore è stata consegnata una lettera del coordinamento nazionale dei professori associati con la quale si chiede ai rettorati di rassegnare le proprie dimissioni di fronte alla prosecuzione dell’iter di approvazione della riforma universitaria.
Nel documento consegnato al Rettore viene altresì chiesto all’università di uscire dalla Crui, la rappresentanza delle università italiane, “venuta meno al suo mandato statutario di rappresentazione e divenuto strumento della politica governativa”.

Studenti, precari, ricercatori, docenti e Rettore università Insubria sul tetto del Rettorato

Rassegna stampa:
Prima pagina Varese News on-line 2 dicembre (pdf)
Anche a Varese studenti e ricercatori sul tetto dell’universita’ (Varese News)
Anche Dionigi sul tetto con la vodka per il ricercatori (Varese News)
Studenti sul tetto anche a Varese: striscioni in via Ravasi (Varese Notizie)

Testo della lettera aperta consegnata ai vertici degli Atenei “Opponetevi o Dimettetevi”

Segnaliamo anche l’articolo “Non solo protesta: l’Universita’ che vorremmo” (Varese News) che illustra le proposte dei ricercatori della Rete29Aprile per migliorare l’Universita’.

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2 risposte a Tetto Rettorato Varese Uninsubria 29 novembre

  1. Valerio Violini ha detto:

    Non sono con voi materialmente, ma appoggio totalmente il vostro sforzo e condivido il vostro pensiero. Una riforma ci vuole, ma deve nascere dalla condivisione e dal dialogo bilaterale. Purtroppo, questo governo più di altri è il governo delle lobby e non della gente…e questa riforma, come tanti altri atti, nasce da ipotesi sbagliate e non può che arrivare a risposte sbagliate. Ma comunque, se vogliamo recuperare posizioni nel mondo, bisogna mettere mano al portafoglio e investire nell’università, pesantemente. Perchè chiunque decida di intraprendere la strada dell’insegnamento accademico ha DIRITTO di non essere costretto ad emigrare all’estero per vedersi riconoscere i propri meriti. Certo, investire non vuol dire gettare denaro per chi non se lo merita e per chi non ha voglia di studiare/lavorare, ma vuol dire più tutoring, più supporto agli studenti in difficoltà, più contatti tra percorso formativo teorico ed esperienza in azienda…e un cammino di durata ben definita e con opportunità di stabilizzazione per i ricercatori. Certo, costerà sacrifici e si dovrà tagliare da qualche altra parte, ma non c’è alternativa.

  2. Gloria ha detto:

    Grazie per il suo sostegno… è proprio, ed anche, per rendere possibile un’Università in cui si realizzino gli obiettivi da lei elencati che ci stiamo impegnando. A tale fine, l’apertura allo scambio e alla diffusione di idee all’interno e soprattutto all’esterno del mondo universitario è fondamentale.

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