Dopo l’approvazione al Senato

La riforma dell’università è ora legge dello Stato (testo definitivo).
Ma abbiamo fatto molta strada quest’anno. Da un insieme di individui,siamo diventati una rete – che discute, si confronta, pone domande, formula progetti, agisce, e sogna…
Non siamo riusciti a far crollare questa riforma, ma abbiamo costruito una visione differente di Università e di Paese, ed è nostra intenzione continuare a farla crescere.
Questo concetto è espresso chiaramente nei seguenti messaggi di Massimiliano Tabusi e Guido Mula (Giunta Nazionale della Rete29Aprile) ai ricercatori della Rete.

Care e Cari,

voglio ringraziarvi tutte e tutti. Non si tratta di una cosa retorica, vi prego di credermi. Vi voglio ringraziare perché ho ricevuto moltissimo in questi mesi da tutt* voi, e non so proprio come fare per sdebitarmi.

Per questo, per ora, posso solo dire grazie a chi mi ha contagiato con questa enorme passione per l’istituzione universitaria e per l’orgoglio che può ancora dimostrare; grazie a chi mi ha aperto gli occhi facendomi vedere che è ancora possibile agire concretamente in nome di un’idea, e che noi, essendo tra i pochissimi che ancora possono “permettersi” di farlo, abbiamo una responsabilità ancora più grande; grazie a chi ha sempre continuato a suggerire, concordare o criticare; grazie a chi ha scardinato – magari con dolore – il suo quieto vivere, per mettere in discussione anche il rapporto tra se stess* e gli altri, tra il potere senza idee e le idee senza potere; grazie a chi ha rinunciato a veder prevalere a tutti i costi la “sua” idea, dando spazio anche a quella delle altre o degli altri; grazie a chi ha deciso di dire qualche “no”, che sul momento è apparso un affronto ma che, nel tempo, verrà letto come l’unica cosa da fare per non essere stati complici; grazie a chi ha scritto centinaia di email piene di entusiasmo e anche a chi le ha soltanto lette, condividendo lo stesso sentimento; grazie a chi è andat* nelle piazze o è salit* sui tetti, nelle assemblee o nei capannelli di persone; grazie a chi ha preso la parola in un consiglio di corso di studio, di dipartimento, di facoltà, di senato accademico o di consiglio di amministrazione o in una qualsiasi riunione ufficiale e ha detto, a nome di tutt* noi, qualcosa che a molti dei presenti non ha fatto piacere; grazie a chi ha spiegato cosa pensiamo ad un parente, ad un amico, a degli sconosciuti, agli studenti, ad una assemblea, ad una piazza, ad un blog, una radio o una televisione; grazie a chi ha pensato che non potesse bastare rimanere dietro lo schermo di un PC e, una volta o moltissime volte, è uscit* dallo studio o da casa per dare una mano; grazie a chi ha messo in difficoltà i suoi rapporti per “esserci”.

Soprattutto grazie, e moltissime scuse, a chi si è sentit* sola o solo in questa lotta, perché, ha scoperto, chi davvero gli è idealmente vicin* sta in altri dipartimenti ed atenei.

Insomma grazie a alla Rete29Aprile, e a tutte e tutti quelli che ci si riconoscono, o che semplicemente le fanno il dono della loro simpatia. E anche grandi, grandissimi auguri per le prossime feste e per un nuovo anno importante. I regali… quelli non ne abbiamo ricevuti (anzi!), ma ce li sapremo costruire con le nostre mani e le nostre teste. E’ proprio tra mani e teste, tra quel che siamo in grado di fare materialmente e di immaginare teoricamente, che abbiamo un patrimonio straordinario che abbiamo appena cominciato ad intuire e che, credo, sapremo mettere a frutto.

Auguri!

massi

Cari tutti,

Ringrazio tutti coloro che hanno scritto i loro attestati di stima a me e a tutti gli altri che in questi mesi si sono spesi per creare e portare avanti la Rete29Aprile tra le mille difficoltà che ben conosciamo. Credo che il ringraziamento vada anche a tutti i ricercatori che si riconoscono nella Rete, indisponibili o meno, perché la Rete29Aprile è forte perché siamo tanti, collaboriamo “gomito a gomito”, ci confrontiamo e ci sosteniamo a vicenda, portando avanti insieme la nostra idea di università.

Voglio anche fare a tutti di cuore gli auguri di buone feste. Siamo in un momento difficile, ma quello che abbiamo costruito in questi mesi di lavoro insieme è il “tesoro prezioso” dal quale rilanciare la nostra azione. Abbiamo creato dal nulla il collegamento tra migliaia di ricercatori e non solo, che ora hanno coscienza di sé e che non solo non si lasceranno abbattere, ma continueranno a proporre le proprie idee e alla fine cambieranno il sistema da dentro, nonostante l’arroganza di chi, chiuso nella propria vuota incompetenza, crede di poter guidare il mondo malgrado gli altri.

Penso che questo sia il nostro regalo di Natale: l’università diversa che noi stessi stiamo costruendo. L’approvazione del DdL non cambia nulla, perché la nostra libertà di pensiero e di costruzione del domani non ce la può portare via una legge insulsa. Andiamo avanti con fiducia rinnovata nelle nostre capacità.

Un abbraccio a tutti da un ricercatore convintamente indisponibile.

Guido

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